Di Daniela Rossi.
Buongiorno Sig. Scalfari
Vorrei provare anch’io a riflettere come ha fatto lei stamani nel suo articolo.
Lei ha riflettuto e ricordato e probabilmente, mi viene da pensare, ha provato ad etichettarci.
Lei inizia considerando che il fenomeno di Bologna non è una novità perché di capi-popolo è piena la nostra storia e come si può darle torto, quella che lei cita è verità storica.
Ma è a questo punto che lei fa ben altro, ci inscatola nella sua rappresentazione del mondo e degli eventi, dice che non siamo abituati a pensare come partecipi di una comunità, ma solo perché questa nuova forma di comunità lei come probabilmente molti altri di quelli che su di noi hanno sparato a zero, non la conosce, non la comprende; ma questo atteggiamento, questo inscatolamento ha una parvenza molto forte di presunzione.
Dice che siamo anacronistici e incivili, perché in uno stato democratico ci permettiamo di sfilare o marciare (che brutta parola…assolutamente fuori luogo per descrivere quanto è accaduto a Bologna) dietro a cartelli con scritto vaffanculo, mentre invece esistono altre forme di denuncia più efficaci…quali sono Sig. Scalfari? Posso permettermi di chiederglielo? Spero non assomiglino a quelle che ha prospettato la Sig.ra Bindi…l’iscrizione in massa al Partito Democratico.
Su una cosa però mi trovo in accordo con lei, sul fatto che il V-Day non sia stato un dettaglio folcloristico, le posso assicurare che nessuno di noi si sentiva un dettaglio folcloristico e nemmeno le centinaia di persone che per mesi hanno continuato a chiedere a Grillo attraverso le pagine del suo blog, cosa si potesse fare per cambiare un sistema che ci stava svilendo e affossando, si sentivano allora e si sentono adesso un dettaglio folcloristico.
Perché è questo, Sig. Scalfari, che lei,che voi, non capite, che Grillo non è un tribuno o un capo-popolo, come a voi piacerebbe pensare, ma è solo il nostro portavoce, si è caricato il peso di centinaia di richieste, di invocazioni di aiuto…
Ed è qui l’equivoco, la mistificazione… lei dice “il blog ha un’intestazione ed è l’intestatario che indica la via, che formula gli slogan, che produce gli spot; è lui il padrone di casa che guida e domina l’assemblea”…bè, mi sembra che questa definizione si addica maggiormente al suo mezzo di comunicazione, quello che a lei è tanto caro, la carta stampata, che ha la solitaria presunzione di indicare la via senza lasciare spazio alcuno ai commenti, magari a volte anche sciocchi o abbozzati o magari anche scritti “male”…cosa che sicuramente a persone della sua levatura intellettuale farebbe raggelare il sangue nelle vene, o almeno così mi viene da pensare leggendo le parole con le quali si dice spiacente di citare l’alta prosa di uno scrittore come Grossman per rimescolarla al raduno del Vaffa.
Credo di non allontanarmi troppo dal vero dicendo che in questo caso non c’è nessun mistificatore che abbia inventato slogan, noi abbiamo inventato e creduto a questa assemblea, ed è per quello che in così tanti vi abbiamo aderito.
Il V-day è solo un titolo, del resto anche voi giornalisti usate titolare le vostre idee che prendono forma scritta.
Concludo ringraziandola per il suo consiglio sicuramente disinteressato di non annullarci da individui a massa e le prometto che verrà accolto proprio nel modo che prospetta lei, abbandonando il “sistema” creato dai mezzi di comunicazione di massa…i vostri mezzi di comunicazione di massa, corrotti e falsati dalla paura, adesso più che mai…
Sul blog di Grillo oggi c’è una citazione bellissima di Gaber che riassume alla perfezione il nostro spirito “la libertà è partecipazione”…voi che ci tenete così tanto a dirvi così lontani e diversi e migliori di noi, siete disposti a ripartire da questo?
I miei migliori saluti
Technorati Profile
giovedì 13 settembre 2007
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