lunedì 22 ottobre 2007

Il tempo delle ippogiraffe.


Così raccontava il vecchio ippogrifo, amava ripercorrere i rivoli dei ricordi che scorrevano quasi secchi nel suo cervello.
Ai suoi tempi le ippogiraffe erano piccole e tozze come le ippoiene e amavano nutrirsi di ippocampani, trovavano deliziosa la loro putricarne, ed erano tranquille perchè nessun altro animale l'avrebbe mai assaggiata.
Cacciavano in gruppo e usavano lunghe eticorde, li circondavano e non senza fatica li impiccavano, con dolcella li scuoiavano.
Nel raccontare la sequenza della caccia l'ippogrifo sorrideva, coi 4 denti che gli rimanevano.
Amava descrivere le eticorde, la loro resistenza, la lieve elasticità che ne permetteva l'adattabilità e la resistenza.
Poi, improvvisamente si rabbuiava, lo sguardo si induriva e in un'espressione di terrore ricordava i PorciDue.
I PorciDue erano delle belve senza pietà, si nutrivano di tutto tranne che di ippocampani, ma soprattutto amavano pulirsi il culo dagli escrementi usando le eticorde. La cacca molto acida le corrodeva, ed un bel giorno di eticorde non se ne trovarono più.
La savana si riempi di ippocampani, erano ovunque, ora che le ippogiraffe non potevano più impiccarli nessuno poteva fermarli.
Grassi enormi e stolti finirono per devastare ogni cosa.
Fu fa fi fi, fu fa fi fi.

Nessun commento: